Sperduto in mezzo al territorio post sovietico c’è un paese chiamato, in omaggio al padre del Comunismo, Marks. Ma che succede quando il fattore K si perde per strada?
Mars è come la Russia attuale, un luogo di frattura e straniamento, attesa febbrile e possibilità, un cantiere in evoluzione esplosiva in cui convivono le rovine di ciò che fu e le fantasie immaginifiche di ciò che può essere.
Ne avrà una vaga idea Boris, pugile in fuga da qualcosa o qualcuno: catapultato quasi per caso in questo coloratissimo purgatorio, si trascina narcolettico e alieno alla ricerca della sua strada. Intorno a lui, centinaia di peluches di ogni foggia e dimensione: sono prodotti dalla fabbrica locale, che li usa anche come moneta per pagare i dipendenti.
La presenza del laconico boxeur che conosce il mondo non può passare inosservata nella comunità, ed infatti attira le attenzioni di un gruppo di particolari personaggi, tanto più vitali quanto a disagio nel loro presente: la piccola e pragmatica Nadya, l’ingenuo ed entusiasta Grigorij, l’eterea bibliotecaria Greta e tutte le altre bizzarre epifanie Marsiane che spingono sulle pareti dei propri bozzoli nella speranza di un futuro che li porti lontano, verso i loro sogni.
Ognuno vorrebbe essere altrove, chi a Mosca, chi a Parigi… per cambiare il proprio destino. Sogni che si specchiano con lo stesso desiderio di fuga di Boris.
Nel giro di ventiquattr’ore i loro destini fibrillanti si incroceranno con quello dello straniero e cambieranno per sempre: in particolare Boris, Greta e Grigorij vivranno un triangolo dolce-amaro dove l’amore...
Una pellicola visionaria, che nella sua leggerezza guarda critica alla realtà politico-sociale, e che proietta la tradizione russa dell’assurdo e del grottesco verso le moderne tendenze della commedia agrodolce ‘indie’ con sguardo fresco ed acuto.
mars - dove nascono i sogni
sinossi