DA aprile AL CINEMA
LA FUGA È SERVITA!
Il Film
Spagna, 1939. Appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente, un meticoloso capo cameriere e un gruppo di prigionieri repubblicani – oppositori del regime franchista ma dotati di grande talento in cucina – sono costretti a preparare il banchetto in tempi record. Tutto sembra procedere senza intoppi, ma i cuochi stanno pianificando non solo il banchetto… bensì anche la loro fuga.
DA APRILE AL CINEMA

Regia
Manuel Gómez Pereira
Sceneggiatura
Joaquín Oristrell, Yolanda García Serrano, Manuel Gómez Pereira
Direttore della fotografia
Aitor Mantxola
Scenografia
Koldo Vallés
Montaggio
Vanessa Marimbert
Musiche
Anne-Sophie Versnaeyen
Suono
Sofía Straface
Montaggio sonoro
Miriam Pedregal
Mix suono
Antonin Dalmasso
Effetti speciali
Ignacio Miguel, Miguel Costa
Costumi
Helena Sanchís
Makeup
Amparo Sánchez
Casting
Marichu Sanz
Prodotto da – La Terraza Films
Cristóbal García
Prodotto da – Turanga Films
Lina Badenes
Prodotto da – Sideral Cinema
Roberto Butragueño
Produttori esecutivi – La Terraza Films
Laura Castro
Produttori esecutivi – Turanga Films
Ana Camacho
Coproduttori
Javier Ugarte, Edmon Roch, Andrea Marcelli, Alexandra Lebret
Line Producer
Carlos Amoedo
Production Manager
Eduardo Lis

Il regista
Manuel Gómez Pereira è un affermato regista e sceneggiatore spagnolo, noto per le sue commedie romantiche e per il suo stile brillante e ironico.
Tra i suoi film più celebri figurano Salsa rosa (1992), Boca a boca (1995), El amor perjudica seriamente la salud (1996), Tra le gambe (1999) e Reinas – Il matrimonio che mancava (2005), opere che coniugano umorismo intelligente, dialoghi taglienti e situazioni comiche. Di recente ha presentato con successo Un funeral de locos, remake spagnolo del celebre film Funeral Party.
Negli ultimi anni ha diretto serie televisive di grande popolarità come Le ragazze del centralino, Gran Hotel, Velvet oltre a produzioni di RTVE quali Gran Reserva e Cuéntame cómo pasó.
La sua collaborazione con Joaquín Oristrell e Yolanda Serrano in film come Todos los hombres sois iguales (1994) gli è valsa il Premio Goya per la Miglior Sceneggiatura Originale.
Quando ti chiedi dove ti porterà il tuo prossimo progetto, a volte cerchi un’idea con cui poter entrare in sintonia attraverso molte strade diverse, e a volte è quell’idea a trovare te.
Se accade, e ti affascina, non ti lascia più andare. Ti accompagna ovunque, dorme accanto a te e, a poco a poco, la fai tua. Diventa la tua compagna e il rifugio della tua immaginazione, sempre lì – in attesa, paziente ma vigile – pronta a offrirti l’entusiasmo e la forza per andare avanti.
Ed è proprio così che è successo.
Il copione di La cena de los generales, l’opera teatrale di José Luis Alonso de Santos, è arrivato tra le mie mani per caso.
Il caso aveva già fatto incontrare Alonso de Santos, Oristrell e me anni fa, durante le riprese della commedia Bajarse al moro, e il caso ci ha riuniti di nuovo oggi, in questo progetto.
2025 – Un funeral de locos
2025 – A cena con il dittatore
2021 – Cuéntame cómo pasó (Serie TV)
2014 – La ignorancia de la sangre
2011 – Cheers
2008 – El juego del ahorcado
2005 – Reinas – Il matrimonio che mancava
2004 – ¡Hay motivo!
2004 – Cosas que hacen que la vida valga la pena
2001 – Desafinado
1999 – Tra le gambe
1996 – El amor perjudica seriamente la salud
1995 – Boca a Boca
1994 – Águilas no cazan moscas
1994 – Todos los hombres sois iguales
1993 – Perché chiamarlo amore quando è solo sesso?
1992 – Salsa rosa
Franco e il franchismo: un breve contesto storico
Francisco Franco salì al potere nel 1939, al termine della Guerra Civile Spagnola, instaurando una dittatura destinata a durare quasi quarant’anni. Il suo regime autoritario, noto come franchismo, si fondò sulla repressione politica, sulla censura e sull’eliminazione sistematica degli oppositori repubblicani.
Nei primi anni del dopoguerra, la Spagna visse una fase particolarmente dura: prigionie di massa, processi sommari, fame e isolamento internazionale segnarono la vita quotidiana del paese. In questo clima di paura e controllo, il potere cercava anche momenti di autocelebrazione, attraverso rituali pubblici e simboli di normalità forzata.
È proprio in questo contesto che si inserisce A cena con il dittatore: una commedia antibellica che, attraverso l’ironia e il racconto corale, illumina le contraddizioni di un sistema fondato sulla violenza ma ossessionato dall’ordine e dall’apparenza.
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