DA MARZO
AL CINEMA
Il segreto millenario delle linee di Nazca in Perù, la ricerca di una vita.
Il Film
Perù, 1936: mentre il fascismo si diffonde in Europa, la giovane Maria Reiche, originaria di Dresda, si guadagna da vivere come insegnante di matematica nella capitale Lima. Ma la sua vera vocazione la attende più a sud della metropoli cosmopolita, nel deserto di Nazca. L’archeologo francese Paul D’Harcourt convince Maria a tradurre alcuni documenti per lui, che spera possano fornire indizi su un antico sistema di canali nella zona. Durante un’escursione nel deserto, i due si imbattono in uno dei più grandi misteri della storia umana: linee e figure gigantesche tracciate nel terreno ghiaioso con precisione matematica che colpiscono Maria profondamente. Contro ogni previsione e contro tutti, Maria lega il suo destino alle misteriose linee di Nazca e intraprende la missione di scoprirne il significato. Inizia per lei un viaggio umano e scientifico che la metterà di fronte a enormi difficoltà, ma che le darà anche un senso di pace mentre si impegna a decifrare e proteggere una delle più importanti testimonianze archeologiche della storia dell’uomo.
DA MARZO AL CINEMA

Devrim Lingnau
Maria Reiche
Guillaume Gallienne
Paul D’Harcourt
Olivia Ross
Amy Meredith
Javier Valdés
Montoya
François Vallaeys
Charles
Victor Prada
Presidente del Congresso
Marina Pumachapi
Juana
Regia
Damien Dorsaz
Sceneggiatura
Damien Dorsaz, Fadette Drouard
Direttore della fotografia
Gilles Porte
Prodotto da
Matthieu Zeller (Octopolis), Oliver Damian (27F),
Mathieu Gondinet
Co-prodotto da
Timm Oberwelland, Peter Eiff, Magnus Vortmeyer, Tobias Alexander Seiffert
Montaggio
Patricia Rommel
Suono
Omar Pareja
Scenografie
Blanca Martinez Lopez
Musiche
Nascuy Linares
Costumi
Andrea Martorellet, Flore Vauville
Trucco
Loly Gimenez
Casting
Uwe Bunker, Bento Benites
Una figura storica
Maria Reiche - La custode delle linee di Nazca
Maria Reiche nacque il 15 maggio 1903 a Dresda. Studiò matematica, fisica e geografia presso il Politecnico di Dresda, dove nel 1928 conseguì l’abilitazione all’insegnamento. Nel 1932 lasciò la Germania all’arrivo dei primi venti del fascismo, per trasferirsi in Perù, a Cuzco, dove inizialmente lavorò come istitutrice presso il console tedesco. Due anni dopo si stabilì a Lima, dove impartiva lezioni di lingua e ginnastica, fino ad aprire una propria scuola di lingue nel 1937.
A Lima conobbe l’americana Amy Meredith, che divenne prima una cara amica e in seguito la sua compagna di vita.
A partire dagli anni Quaranta, Maria Reiche iniziò a dedicarsi alla misurazione sistematica delle linee di Nazca. Era convinta che quei giganteschi disegni avessero una funzione astronomica – forse un calendario per indicare le stagioni o particolari eventi celesti. Per anni, armata solo di una scopa di saggina, ripulì con delicatezza le linee erose dal tempo per renderle più leggibili, contribuendo a farle conoscere in tutto il mondo grazie a fotografie aeree.
Maria Reiche si batté per tutta la vita per la protezione delle linee di Nazca. Grazie alla sua instancabile dedizione, l’area fu posta sotto tutela nel 1973 e nel 1994 le linee ottennero il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
Maria Reiche riceve la cittadinanza peruviana nel 1992 e nel 1993 le viene conferita la Gran Croce dell’Ordine del Sole, la più alta onorificenza peruviana.
Visse fino alla sua morte, avvenuta l’8 giugno 1998 all’età di 95 anni, in una semplice capanna ai margini del deserto, accanto alla quale oggi si trova la sua tomba.
Il regista
Damien Dorsaz, nato nel 1973 in Svizzera, è un attore, regista e sceneggiatore che vive a Parigi. Ha studiato al Cours Florent e successivamente al Conservatoire national d’art dramatique (1995–1998). Ha iniziato la sua carriera a teatro, per poi partecipare a numerose produzioni cinematografiche e televisive, prevalentemente francesi.
Lady Nazca – La signora delle linee segna il suo esordio come regista e sceneggiatore di un lungometraggio.
“Ho conosciuto Maria Reiche nel 1996, durante un viaggio in Perù. Nel mio diario di viaggio scrissi allora:
«Per i peruviani, Maria Reiche resterà sempre la donna che ha scoperto e amato la loro cultura. Per il mondo, sarà la pioniera di Nazca. Per me, è la donna che non consuma il mondo, ma lo nutre e ne fa parte; sarà sempre la donna che mi ha reso consapevole della forza della mia vita e di ciò che posso farne.»
Ciò che mi interessava erano la forza e l’energia che scaturiscono dalla vita di questa donna.
Ed è proprio questa forza che ho voluto trasmettere al pubblico.”
2025 – Lady Nazca – La signora delle linee – Regia, sceneggiatura
2017 – The Infinite Moment – Attore | Regia: Douglas Beer
2013 – L’amore è il crimine perfetto (L’amour est un crime parfait) – Attore | Regia: Arnaud Larrieu
Gallery
Approfondimento - Il mistero del deserto
Chi non ha voglia di salire subito su un aereo per il Perù, può comunque ammirarle comodamente da casa: le linee di Nazca sono ben visibili anche dalle immagini satellitari nelle app di navigazione. Nella desolata pampa ghiaiosa tra l’Oceano Pacifico e le Ande, a circa 450 chilometri a sud di Lima, uomini di epoche lontanissime hanno lasciato uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità: gigantesche figure e chilometriche linee tracciate con precisione matematica nel suolo del deserto. Si tratta di linee lunghe fino a 20 chilometri, forme triangolari e trapezoidali, e disegni di dimensioni che vanno da pochi metri fino a diverse centinaia: rappresentazioni di esseri umani, scimmie, felini, ragni, uccelli e persino balene.


Nel cuore della pampa arida – dove talvolta non piove per anni – gli uomini delle culture Paracas e Nazca crearono questi cosiddetti geoglifi rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure e facendo così emergere il terreno più chiaro sottostante. La maggior parte dei circa 1500 disegni finora scoperti, è visibile solo dall’alto o dalle colline. Le prime linee risalgono alla cultura Paracas (circa 800 – 200 a.C.), ma la realizzazione raggiunse il suo apice probabilmente durante il periodo di massimo splendore della successiva cultura Nazca (200 a.C. – 450 d.C.).
Spesso le incisioni nel terreno sono profonde solo pochi centimetri e il loro significato non è ancora stato chiarito del tutto. Alcune figure potrebbero essere servite all’osservazione del cielo e alla determinazione di date calendariali. Altre ipotesi parlano di percorsi cerimoniali o rituali legati alla fertilità. I Nazca non erano soltanto artisti del deserto, ma anche ingegneri straordinari. Ne sono prova ancora oggi gli acquedotti di Cantalloc: canali sotterranei che captavano l’acqua di falda e la facevano circolare grazie a speciali aperture a spirale per l’aerazione. E poi ci sono le piramidi di Cahuachi: un imponente centro cerimoniale esteso su 24 chilometri quadrati, un luogo sacro probabilmente strettamente connesso alle misteriose linee.


Le linee, il deserto e la civiltà stessa devono il loro nome alla vicina città di Nazca, che oggi conta circa 23.000 abitanti. A questa città le linee non hanno portato solo un’eredità storica, ma anche una crescita economica, soprattutto legata al turismo. Nonostante il riconoscimento internazionale e l’uso turistico, la loro tutela rappresenta ancora una sfida: il clima, l’erosione e gli interventi umani incauti mettono in pericolo questo patrimonio.
Dopo che Maria Reiche riuscì, nel secolo scorso, a salvarle dalla distruzione e a farle riconoscere nel 1994 come Patrimonio dell’Umanità UNESCO, le linee di Nazca devono ancora oggi essere protette. Solo recentemente, in seguito a forti proteste, il governo peruviano ha ritirato un piano che avrebbe legalizzato l’attività estrattiva di centinaia di miniere illegali nel deserto di Nazca.


Le linee di Nazca sono molto più che semplici tracce archeologiche. Sono messaggi provenienti da un altro tempo – silenziosi, monumentali e pieni di mistero. Raccontano il desiderio dell’essere umano di dare un ordine al mondo, di interpretarlo, forse anche di incantarlo. Chi si avvicina a esse lo percepisce subito: queste linee non attraversano soltanto il deserto, ma anche la nostra immaginazione più profonda. E il loro studio è tutt’altro che concluso: solo pochi mesi fa, grazie all’intelligenza artificiale, sono state scoperte nel suolo desertico centinaia di nuove figure.
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